24,25-1-2009 Il Trail della Merla…
La neve è protagonista della prima edizione di questo trail così particolare e organizzato egregiamente dagli “Orsi”. Ecco il racconto delle tue tappe… dove esordisce anche un certo Giovanni!

Tortona (AL) – Trail della Merla: già il nome incuriosisce… E in effetti è stato così anche per me. Quando ho letto da qualche parte che a fine gennaio ci sarebbe stato un trail a tappe, di cui una in “notturna”, ho subito approfondito la questione e quando ho visto che era il gruppo degli “Orsi” ad organizzare la manifestazione mi sono ritrovato subito a spedire il modulo di iscrizione.
Sabato dopo pranzo mi metto in viaggio con la mia ragazza Elena e in autostrada i pannelli luminosi parlano chiaro: “Nevicate dopo Tortona”. Arriviamo a Tortona, non ci sono più pannelli luminosi, ma basta poco per realizzare che… nevica anche a Tortona. Dapprima timidi fiocchi, poi una nevicata sempre più fitta! E qui mi permetto di fare i primi complimenti agli Orsi: avevano promesso la neve e così è stato!
La prima tappa di 18 km (con oltre 500 m di dislivello) parte alle 17.30 e i quasi 200 concorrenti si scaldano come possono in attesa del via. Tra loro c’è un volto noto… Ma è lui o non è lui? Ma cerrrrrto che è lui! Tal Giovanni Storti più noto come Giovanni di Aldo Giovanni e Giacomo, il trio comico di “Tre uomini e una gamba” e via discorrendo. “Miiii, non ci posso credere!” direbbe Aldo! Scambio con lui due battute (scusate il gioco di parole). Per Giovanni è la prima gara in assoluto anche se mi fa notare Lo Zio che non è proprio così: qualche tempo fa, sotto l’identità di sig. Rezzonico, aveva partecipato alla Stralugano… Vedere per credere [Link]. A parte gli scherzi, da qualche settimana si è avvicinato alla corsa e al trail in particolare, dieci giorni fa si è tesserato per il gruppo dei Road Runners Club di Milano. Che bell’esordio che ha scelto!
Si parte avvolti dal fumo rosso dei fumogeni e dopo i primi minuti in gruppo tra le vie di Tortona (dopo una partenza un po’ veloce di chi doveva assicurare invece un’andatura “turistica”) comincia la vera gara. Si abbandona l’asfalto e si comincia a “mangiare” neve e fango. E’ una bellissima sensazione correre nell’oscurità “rotta” soltanto dal fascio di luce della frontale che evidenzia la neve che cade dal cielo. I passi si fanno faticosi sul percorso imbiancato anche se i chilometri e i minuti scorrono velocemente. C’è poco dislivello da fare ma le discese sono un vero spasso e le gambe girano ad ampie falcate sul fondo morbido ma allo stesso tempo insidioso.
Dopo un’ora e trentacinque minuti ha termine la prima “fatica” e quello che più desidero all’arrivo è una bella doccia calda. Nell’accogliente palestra di Tortona sono allestiti tutti i servizi: dal ritiro pettorale al pasta party, dalle premiazioni alla zona riposo.
Quando tutti gli atleti sono arrivati si dà il via alla cena e si fa il pieno di carboidrati per il giorno successivo. Alle 23 tutti nei propri sacchi a pelo, pronti per il meritato riposo. E qui ancora i miei complimenti agli Orsi: aver creato questo clima di convivialità e di allegria, mettendo a disposizione gli spazi e tutto quanto necessario.
Domenica, ore 7, si fa colazione offerta tanto per cambiare dagli Orsi. Alle 9 siamo di nuovi tutti pronti sotto lo striscione per la seconda e ultima tappa: 38 km circa con oltre 1000 m di dislivello positivo. A dir la verità non ci sono proprio tutti. I meno allenati si accontentano di aver portato a termine la “notturna” e così anche il buon Giovanni decide di stare a guardare, di non esagerare con i chilometri! Questa tappa ricalca in alcuni tratti quella della sera prima: ora però in cielo spunta un sole ancora incerto e la neve caduta la sera prima trasforma in fango alcuni tratti del percorso.
I 18 km di sabato si fanno sentire nelle gambe, soprattutto nei tratti più corribili. Ma bisogna stringere i denti e mantenere la lucidità sul terreno scivoloso. Si attraversano campi, vigne, cascinali: proprio belle queste colline tortonesi, con la neve poi diventano uno spettacolo!
Con una certa liberazione raggiungo il traguardo poco sopra le 4 ore: le ultime energie sono andato a raschiarle, come si suol dire, dal fondo del barile… Ma è con altrettanto gioia e soddisfazione che ho portato a termine questa bella “avventura”, conclusa comunque nelle prime venti posizioni.
Grazie Orsi per averci regalato questo trail così originale e particolare. C’è ancora qualche dettaglio organizzativo da mettere a punto ma non è niente in confronto al fantastico week-end di vero sport che abbiamo vissuto!
E… grazie ad Elena per avermi accompagnato in questa trasferta: sono sicuro che ha “mangiato” più freddo lei di me. Giovanni l’ha pure scambiata per un’atleta e io gli ho detto “Allora non è lei!”.
Riccardo Ghislanzoni
Vai al sito degli Orsi
Guarda la classifica della prima tappa
Guarda la classifica della seconda tappa
Guarda alcune foto della gara (di Jérome Debize) [Link]
Qui sotto i miei due “arrivi”.





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